Le Povere Creature! di Maison Margiela

La collisione tra due mondi

a cura di  Flavia Vicinanza, 4R 

L’idea al centro del film “Povere Creature!” di Yorgos Lanthimos, ispirato all’omonimo romanzo dello scrittore scozzese Alasdair Gray, è, come affermato dalla stessa protagonista Emma Stone, immaginare “di cosa sarebbe capace una donna se potesse ricominciare tutto da zero”, partendo proprio dalla sua presunta condizione di inferiorità .

Bella Baxter è una giovane suicida che viene “riparata” da uno scienziato pazzo di nome Godwin, interpretato da William Defoe. Godwin impianta nella testa di Bella il cervello di un bambino e la riporta in vita, cancellando ogni traccia del suo passato. Impara a camminare e a parlare, conoscendo il mondo e le persone che vi vivono.

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Proprio per lo strano traballare delle modelle e la mancanza di coordinazione in ogni loro mossa, con la meccanicità di chi cerca di non cadere a ogni passo, si è creata una connessione tra la sfilata “Maison Margiela Haute Couture primavera estate 2024” e il nuovo film, che è stato proiettato pochi minuti prima dell’evento. La sfilata si è svolta Sotto il Pont Alexandre III, immerso nella luce della prima luna piena dell'anno e il direttore creativo John Galliano ha deciso di usare questa location proprio per ricreare la stessa atmosfera cupa e angosciosa che domina l’intero film. A sfilare per la collezione Maison Margiela “Artisanal” sono modelle-bambole che si approcciano per la prima volta al mondo e devono essere protette da sguardi indiscreti, ma libere di fare del proprio corpo quello che desiderano. Gli abiti presentati sono molto simili a quelli indossati da Bella Baxter nel film: le forme dell’Ottocento si mescolano con materiali molto contemporanei, come il lattice, e con tagli moderni.

Le silhouette sono così surreali e inarrivabili da conquistare e catturare completamente l'attenzione; la diversità è un elemento che Galliano sa bene come raccontare, senza limitarsi a immaginari sterili e improvvisati sa mettere in scena diversi mondi con grazia e maestria, risultando sempre autentico ed estremamente attuale. In un locale abbandonato sulla Senna, lo spettatore diventa parte integrante dello show. La chiave per poter abbracciare in maniera completa la sfilata è proprio comprendere l’emblema alla base: non sono tanto i veri e propri vestiti ma quello che essi vogliono rappresentare, un modo per poter dare forma alla nostra personalità più profonda.

Il beauty look, firmato Pat McGrath, è l’elemento emblematico nelle collezioni di Galliano, è ultraterreno e assoluto protagonista, con volti talmente liquidi e bagnati da sembrare quasi di plastica. Quello che ha reso famosa questa sfilata negli ultimi giorni su tutti i social network sono stati proprio i make-up sfoggiati; tra questi, uno  fondato principalmente su calde nuances di colore, in perfetto contrasto con toni decisamente più freddi come il blu. Tra i riferimenti artistici, alcune interpretazioni come i body acquarellati in tulle sembrerebbero omaggiare il pittore franco-olandese Kees Van Dongen.