C'è ancora domani

a cura di Flavia Vicinanza 4R

Il giorno 21/12/2023, a diverse classi del Liceo Azzarita è stata proposta la visione di C’è ancora domani, un film del 2023, diretto e interpretato da Paola Cortellesi, che presentato alla 18ª edizione della Festa del Cinema di Roma, ha vinto due premi, quello speciale della giuria e una menzione come miglior opera prima. 

Paola Cortellesi interpreta Delia, una “brava donna di casa” nella Roma del dopoguerra: tiene l’abitazione, che si trova nel sottoscala di un palazzo, pulita e in ordine, è sempre la prima della famiglia a svegliarsi per poter preparare la colazione a suo marito Ivano e ai suoi tre bambini, accudisce il suocero e guadagna qualche soldo andando a fare iniezioni a domicilio, riparando biancheria e ombrelli. Secondo il suocero però, l’unico difetto di Delia è proprio l’incapacità di tenere la bocca chiusa, in un’epoca in cui, persino nelle famiglie aristocratiche, la donna non doveva fiatare, ma semplicemente accudire la famiglia. Questo concetto sembra però ben chiaro al marito Ivano (Valerio Mastandrea), che non si fa scrupolo a picchiarla nel momento in cui, secondo lui, Delia manca a uno dei suoi presunti doveri. Altra figura femminile che emerge è quella della figlia Marcella (Romana Maggiore), che è sul punto di fidanzarsi con un giovanetto, figlio del proprietario del bar del quartiere, il quale le darebbe l’opportunità di elevare il suo status sociale e impedirle di fare la stessa fine della madre. Nonostante tutto, Delia ha degli amici fuori da casa: un meccanico, nonché vecchia fiamma, una fruttivendola che la incoraggia a fuggire e lasciare il marito e un soldato afroamericano che, avendo notato i lividi, vorrebbe aiutarla. 

 

Il film nonostante appaia a tratti come una commedia si rivela in realtà un dramma, dato dalla scelta stilistica della regista di utilizzare il bianco e nero, richiamandosi in questo modo alla corrente neorealista del secondo dopoguerra.  

Durante la visione ci si accorge che il mondo rappresentato dalla Cortellesi è un ambiente altamente caricaturale in cui emergono parecchi stereotipi legati alle figure maschili, messi in luce di proposito, in particolare l’immagine del marito-padrone.  Viene però anche messo in luce come lo stesso Ivano sia “vittima” di un padre con forti radici patriarcali, perché l’intento della regista non è quello di analizzare gli effetti di una violenza sistematica, ma di mostrare a cosa sono soggette le vittime. 

Nel finale viene infine “svelato” quella che è la tematica chiave dell’intero film, il passo più grande fatto nella storia delle donne: il raggiungimento del voto nel 2 giugno del 1946.  Anche se ancora oggi la parità dei diritti non è pienamente realizzata, il traguardo è certamente più vicino.

 Una delle scene più significative del film è l'ultima, l’unica volta in cui le donne decidono volontariamente di togliersi il rossetto per evitare di invalidare il proprio voto e non perché era stato loro imposto da uomini gelosi.