Sfide e successi: il rivoluzionario impatto di Elvira Sellerio e Inge Feltrinelli nell'editoria di genere

di  Annalia Daniele e Ludovica Giannini

  C1 ritratti        articolo C2 ritratti

Ripercorrendo la storia dell'editoria italiana, emergono due figure di donne che hanno cambiato il panorama delle pubblicazioni per sempre, Inge Feltrinelli ed Elvira Sellerio. L’editoria di genere ha subito una profonda trasformazione nel corso degli anni, ma proprio grazie a queste due donne, che hanno proposto una visione innovativa e coraggiosa, è avvenuta una rivoluzione editoriale audace e avanguardista.

Con le loro case editrici, Sellerio Editore e Feltrinelli Editore, le due donne hanno dato voce a scrittrici e autrici di grande talento e offerto così una prospettiva capace di dare impulso alla narrazione femminile e alla promozione di tematiche prima mai immaginate. Inge ed Elvira si sono distinte per aver aperto la porta a scrittori emergenti e arricchito il panorama editoriale con opere di grande rilevanza culturale e sociale. Hanno dato valore ad esempio alla diversità e all'inclusione, puntando i riflettori sui lavori di Simona Vinci, Melania Mazzucco e Michela Murgia.

Elvira Sellerio, nata a Palermo nel 1936, ha fondato Sellerio Editore nel 1969. La sua casa editrice si è distinta per la pubblicazione di opere di narrativa, saggistica e poesia, con un’attenzione particolare alla cultura siciliana. Con la sua intraprendenza, la sua mentalità aperta e il suo gusto elegante, Elvira è stata una pioniera nell’incoraggiare il lavoro femminile, scoprendo figure di talento come Maria Messina, Luisa Adorno e nel far risaltare il genio di autori che come Vitaliano Brancati e Andrea Camilleri, con il quale strinse una solidale collaborazione e una fraterna amicizia. In particolare, Camilleri ha ottenuto un grande successo grazie alla sua serie di romanzi con protagonista il commissario Montalbano, che ha conquistato il pubblico internazionale. In ricordo della "signora dell'editoria", come Elvira Sellerio veniva chiamata, lo scrittore siciliano ha detto: “Elvira aveva il fiuto...come i rabdomanti per l'acqua. Le bastava leggere le prime pagine di un libro per capire, sentire la presenza di un autore...e raramente sbagliava” (Andrea Camilleri).

articolo c3 ritratti

Inge Schontall Feltrinelli, nata a Essen, Germania, nel 1930, e morta nel 2018, inizia come fotografa, (famosi i suoi scatti di Ernest Hemingway, Pablo Picasso, Greta Garbo, Fidel Castro); si realizza come editrice a partire dal 1959, prima accanto al marito Giangiacomo Feltrinelli, morto tragicamente nel 1972, poi da sola, diventando Presidente della casa editrice proprio negli anni di piombo e della crisi. Fino all'ultimo instancabile, piena di entusiasmo, ha mantenuto quel prestigio internazionale, culturale e politico, conquistato dal marito. È stata amica di Doris Lessing e Nadine Gordimer, due premi Nobel della letteratura ed era chiamata "the Queen publishing". Amava ripetere: “Bisogna pubblicare libri importanti, che importa se vendono poco, poi arriva il Nobel” (Inge Feltrinelli). Diceva della Lessing, alla quale poi sarebbe stato conferito il prestigioso premio: “È una scrittrice che piace molto alle donne, una che si arrabbia se la chiamano femminista... se lo è, lo è in modo naturale, non da club” (Inge Feltrinelli). Inge era un esempio di coraggio e di coerenza; non tollerava le costrizioni familiari, la vita piccolo-borghese. Sognava in grande, sceglieva sempre la libertà. Oggi è chiaro a tutti che la casa editrice si è distinta per la pubblicazione di opere di grande rilevanza politica e sociale, con una forte attenzione ai temi di genere. Come non ricordare autrici come Oriana Fallaci, Anna Maria Ortese, Dacia Maraini, attraverso le cui opere hanno trovato spazio l’emancipazione femminile, la violenza di genere e la lotta per i diritti delle donne? Inge Feltrinelli ha dimostrato che l’editoria può essere uno strumento di cambiamento sociale, e a questo scopo ha dedicato la vita. Pur molto diverse tra loro, per carattere ed attitudini, queste due figure protagoniste, capaci, determinate, appassionate del loro lavoro, hanno creduto nel potere grande delle parole, nell'emozione che suscita un libro nuovo, e hanno dimostrat0 che l'editoria non è un “mestiere per diventare ricchi, ma per far circolare idee", perché i "libri sono tutto, i libri sono la vita” (Inge Feltrinelli).