L’equilibrio degli opposti: il fascino del modello androgino

di  Ludovica Costantini

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Il mondo della moda contemporanea rispecchia quella che è la nostra società: rivoluzionaria, creativa e volta a sfidare ed oltrepassare confini che poi vengono costantemente ridefiniti. Un trend emergente che ha catturato l’attenzione in questo ambito è l’estetica androgina: una bellezza caratterizzata dalla capacità di mescolare elementi tradizionali, come i capi d’abbigliamento, alla figura “innovativa” dell’androgino, creando un’ambiguità che risiede nel suo fascino.

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Ma chi è l’androgino? L’androgino è una persona che presenta caratteristiche fisiche ed estetiche che non si conformano tradizionalmente alle caratteristiche del genere maschile o femminile. 

E proprio questa “incognita” relativa alla distinzione di genere del modello/modella  è ormai molto ricercata da agenzie e case di moda. I modelli androgini infatti possono ispirare nuove idee e approcci creativi nella progettazione dei capi di abbigliamento, permettendo ai designer di esplorare silhouette, tagli e stili che sfidano le aspettative convenzionali. 

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Ad aprire la passerella al mondo dell’androgino è stata Coco Chanel. La pluripremiata e immortale stilista ha introdotto negli anni ’20 il “little black dress”: un vestito versatile ed adattabile in diverse occasioni, che ha rappresentato una rivoluzione nel concetto di abbigliamento femminile, offrendo alle donne un capo elegante, sobrio e versatile, indossabile in molteplici occasioni, dal lavoro alle serate mondane. Ciò che ha reso così significativa la rivoluzione di Chanel è stato il fatto di non limitarsi a creare abiti alla moda, ma soprattutto sfidare le convenzioni sociali e di genere del suo tempo. Rompendo gli schemi tradizionali, la stilista ha introdotto elementi del guardaroba maschile nel vestiario femminile, come il tailleur, le giacche a doppiopetto e i pantaloni, liberando le donne dagli abiti ingombranti e dai corsetti stretti che dominavano la moda dell'epoca. Attraverso il suo lavoro, Chanel ha incarnato un nuovo concetto di femminilità: una donna forte, indipendente e sicura di sé, che non ha paura di sfidare le norme sociali e di esprimere la propria individualità attraverso l'abbigliamento. La sua visione audace e innovativa ha ispirato generazioni di designer successivi e ha lasciato un'impronta indelebile sulla moda contemporanea.

Chi invece negli ultimi anni rappresenta l’esempio perfetto dell’abbattimento dei muri degli stereotipi è Vivienne Westwood. L’androgino è sempre presente sulle sue passerelle e riesce a sfilare capi adattabili ad entrambi i sessi in maniera stravolgente. La sua casa di moda, seguita da altre, è diventata pioniera nell’esplorare l’androginia attraverso le proprie collezioni e con un approccio audace ed innovativo, trasformando l’androginia da semplice tendenza a pilastro della moda dei nostri tempi.

L’androginia oggi non è più solo una questione di moda, ma è vista da molte persone come un mezzo per esprimere la propria identità ed individualità: l’abbigliamento androgino offre un terreno fertile per esplorare e manifestare la propria identità di genere. Indossare abiti che sfidano le aspettative può essere un modo per sentirsi in armonia con sé stessi, creando la possibilità di trovare uno spazio dove l’individualità e la diversità siano manifestate anzi che represse.  Le persone possono sperimentare stili e combinazioni di vestiti che riflettono il proprio Io in modo unico e personale, trasmettendo messaggi complessi e sfaccettati su di sé e sulla propria identità di genere.