Le Braci

di  Andreea Alii

Un soldato al tramonto della sua vita, un castello immerso nella natura e lattesa di un vecchio amico scomparso 41 anni prima con cui parlare unultima volta. Come agire? È proprio intorno a questa la domanda che si sviluppa la storia che vede Henrik, primo protagonista de Le Bracidi Sándor Márai, mentre attende larrivo di Konrad, nella speranza di ottenere risposte a interrogativi che lo perseguitano da una vita.

Sulla base di questa trama Márai mette in discussione le convinzioni, a volte troppo scontate, del lettore su concetti come lamicizia, la verità e il dialogo, riuscendo a stravolgere e a conferire significati nuovi a valori eterni. Il tacito accordo tra i due protagonisti di incontrarsi 41 anni dopo ci racconta molto sul profondo legame che li ha uniti da giovani, ma che è andato via via sbiadendosi e sgretolandosi col passare inesorabile del tempo, arrivando addirittura a far sorgere rivalità e incomprensioni, fino ad esporli ad uno scontro diretto. Nonostante linterruzione del rapporto, la convinzione di un imminente ultimo incontro non ha mai abbandonato la mente di nessuno dei due, portandoli ad un inevitabile confronto in età avanzata per affrontarsi proprio sulla base di quella rivalità mista ad una profondissima amicizia.

Le braci

La grande novità del libro risiede proprio nellattenzione focalizzata su questo incontro/ scontro, che non è dinamico, ma statico; i due protagonisti non combattono con le armi, ma con le parole; dietro ad apparenti chiarimenti e spiegazioni si nasconde in realtà la volontà di far scoppiare una guerra immobile e ogni frase cela dietro di sé il desiderio di vittoria. Mentre Henrik pian piano denuda Konrad delle sue intenzioni verso di lui con quelle che sembrano in realtà frasi di profonda comprensione e empatia verso lospite, lo colpisce con una raffica di proiettili invisibili, ogni parola è più tagliente di una spada.

Il compito originale attribuito da Márai alla conversazione espone il lettore ad un uso nuovo e forse perverso di questa: conversazione-vendetta, differente da quella utilizzata dagli antagonisti per descrivere un piano malvagio, infatti per vendetta si intende una rivendicazione, una presa di coscienza il cui scopo è quello di farla pagare a chi ha infangato lamicizia, cioè Konrad, che si mostra tendenzialmente silenzioso per la durata del semi-monologo di Henrik, che mette sempre più lospite con le spalle al muro, riportando alla memoria ricordi ed avvenimenti scomodi e in alcuni tratti stridenti come una forchetta che scivola su un piatto vuoto.
Ciò che più rende Henrik un perfetto artista della conversazione è il fatto che non si pone come una figura ostile, le sue parole risultano essere di una docilità sovrumana nel contesto, ed è proprio questa a zittire Konrad, che con la sua colpevolezza comprende ed è ferito da quella stessa verità che ha nascosto per 41 anni e che ora affronta come se fosse la vittima di una battaglia cominciata da lui stesso.