Mi sapresti dire di che genere si tratta?

ovvero

un generico divertissement, con due indovinelli in explicit

di  Paolo De Sanctis

...

e lasciatemi divertire!

Aldo Palazzeschi (1910)

Genere! 

O Gener@ o mores!

Che parola generica! Che verbum impalpabile nell’uso e nel suo vorticoso campo semantico! Che storia lunga: dal manualistico γένος al fluido gender! E quanti punti esclamativi di meraviglia!

Dunque vediamo, questa parola in generale indica... mmmmm o meglio individua... mmmmm, cioè, in generale vuol dire... non lo so! Già mi arrendo e naufrago in troppa liquidità. Aiuto!

La cosa più facile da dire, nello stile abbondiesco dei Latinorum, è che deriva da una radice indoeurope* (e butto là pure un link: https://www.etimo.it/?term=genere&find=Cerca ) che rimanda al fondamentale concetto di generare (talmente fondamentale che senza di esso non ci sarebbe molto da scrivere e da dire, perché non ci sarebbe chi scrive e nemmeno il pubblico per cui si scrive, seppur giocosamente), da cui, così a pioggia: in primis genitali e poi a seguire genitivo, generazione, genio, Eugenio, gene, la primigenia genesi, il terribile e ancora molto novecentesco genocidio e pure il marito della figlia rispetto ai genitori di lei; e così di seguito.

Che caos generale! Che confusione generalista!

Cos’è il genere, allora? E quanti sono?

Cediamo la parola ad attendibili interlocutori: La grammatica greco-latina, ad es., cara a tutte le Agorai e sostenuta in età moderno-contemporanea dalla potenza militare e mineraria di quella tedesca, dice con voce stentorea e senz’appello: “I generi sono tre: maschile, femminile e neutro.” Maschile e femminile, ok, ho le idee chiare: li vedo, li individuo, li riconosco.

Ma neutro? Che significa? Deriva dal Latino, dal suffisso negativo ne- + il pronome uter (“entrambi”): nessuno dei due, dunque. 

Accidenti! Che etimologia nichilista! 

Del resto la Grecia antica conferma che questo genere grammaticale nella sua lingua si dice οὐδέτερος, che significa proprio la stessa cosa.

Nel frattempo la nostra cara lingua italiana, quella con cui pensiamo, nel suo lungo e complesso percorso si è persa per strada il “nessuno dei due” e così Noi pensiamo fisiologicamente (o inizialmente, se preferiamo) in maniera binaria: o maschio o femmina.

Dunque, per i glottosofi da mercato, qualcun@ o qualcos@ o è maschio o è femmina o è nessuno dei due. Che ne penseranno i nati nel XXI secolo di tanta nettezza di definizione?

A questo punto una timida ragazza tedesca alza la mano e domanda: “Ma perché allora la principale parola che mi designa nella mia lingua così perfetta ed assoluta (altro che generica!), Mädchen, è neutra??!!”

Io potrei azzardare, utilizzando poco credibili argomenti linguistici, che il mondo è dialettico ed in movimento sinusoide e che già dalle antiche metamorfosi della parola γένος, per via di quella dolorosa mutilazione del poco virile sigma elidente, che, a causa di inderogabili circostanze, è proprio dovuto cadere, generando monstra quali γένους e γένη, dicevo, che già dalle antiche metamorfosi della parola γένος avremmo dovuto capire che i generi sono destinati ad acrobatici ed imprevedibili cambiamenti.

Oppure potrei, continuando ad azzardare ed utilizzando poco credibili argomenti letterari questa volta, ricordarle come il suo conterraneo Wilhelm Kroll, studiando la poesia ellenistica, abbia utilizzato l’espressione Kreuzung der Gattungen, con cui definisce “Gli incroci dei generi” nella letteratura alessandrina. Durante l’Ellenismo i generi (i Gattungen) letterari, dunque, furono incrociati e mescolati dagli autori, che evidentemente non ne riconoscevano,come legittimi, i confini e le barriere. Mirabile esempio della Kreuzung der Gattungen ce lo propone, secoli dopo la poesia ellenistica, Jon Favreau in Cowboys contro alieni ( https://www.youtube.com/watch?v=j6p1s53z1gM), dove oltretutto si incrociano anche 007 ed Indiana Jones.

Articolo C Testimonianze

Questi miei però sono argomenti polverosi e superficiali; voi, che siete gente del XXI secolo, vi prego, date una risposta a questa timida ragazza tedesca, altrimenti rischiamo una causa e onerosi risarcimenti (e i Tedeschi di onerosi risarcimenti ne sanno qualcosa) a carico di Goethe o Lutero.

Dite, rispondete: oggi nella complessa grammatica sociale, linguistica e policromatica (o meno genericamente eptocromatica) del 2024 quanti e quali sono i gener@?

Io non lo so.

Fine

P.S.&N.B.: @Ə + @≠* (lasciatemi divertire!)