Docere et delectare in una campagna di sensibilizzazione

di Andrea Franco

Foto C2 inquinamento

Questa che vi racconto è un’attività di laboratorio digitale realizzata da noi studenti del liceo Mameli, che fa leva su dati statistici di recente pubblicazione con l’obiettivo di sensibilizzare noi giovani su un tema sempre più attuale, l’inquinamento atmosferico.

Si tratta dei dati relativi agli inquinanti di cinque città del Lazio (Roma, Fiumicino, Ciampino, Civitavecchia, Aprilia), ottenuti consultando il sito dell’ARPA*: a partire da essi abbiamo elaborato grafici (grafici a barre, istogrammi, grafici a torta, serie storiche) da cui trarre confronti e riflessioni complessive sull’argomento da divulgare ai nostri coetanei.

I grafici realizzati, riferibili all’anno 2021, mostrano le emissioni di inquinanti (SO2, NO2, CO) differenti per concentrazione da comune a comune, segnalando la prevalenza di specifiche attività antropiche (rispettivamente il riscaldamento domestico, i trasporti e il traffico veicolare). Diverse le riflessioni emerse. Roma, ad esempio, è risultata essere la città con il maggior volume di emissioni per tutti gli inquinanti.  Il 2021 con la Pandemia è stato un anno eccezionale, non solo per la nostra metropoli ma anche per altre capitali Europee: nonostante gli spostamenti abbiano subito un arresto, l’NO2 e il CO che indicano  l’incidenza di trasporti e traffico veicolare, risultano elevati rispetto alla media delle città.

In parallelo a questa attività di ricerca e comparazione di dati, tutti gli studenti della nostra scuola sono stati chiamati ad intervenire sull’argomento attraverso un sondaggio digitale. Tale sondaggio aveva due principali obiettivi: comprendere il livello di conoscenza generale sull’argomento ed esplorare il grado di sensibilità di noi giovani. Sono emerse da una parte una diffusa inconsapevolezza nel compiere azioni che hanno effetti negativi sull’ambiente, dall’altra l’abitudine a corrette azioni osservate dalla maggioranza. Si chiedeva in ultimo, attraverso una domanda che prevedeva una risposta aperta, un suggerimento per rendere la nostra scuola più sostenibile: ciò che è emerso dalle risposte è stato rappresentato attraverso una nuvola di parole (word cloud). A spiccare tra le soluzioni è stata la proposta di fare la raccolta differenziata e quella di istallare fonti di energia rinnovabili (ad es. pannelli solari).

Giunti a questo punto, abbiamo messo insieme tutti i dati rilevanti, emersi dalle indagini condotte, ed abbiamo organizzato una campagna di sensibilizzazione efficace, utilizzando il digitale: abbiamo così ideato una pagina web presentando con stile e colore il lavoro che avevamo condotto. La pagina web (clicca qui per visualizzare il sito web) è stata pensata per noi giovani che siamo abituati ad una comunicazione veloce e immediata, che abbiamo costantemente il telefono a portata di mano e rimaniamo attratti da colori, immagini e frasi d’effetto.

Per pubblicizzare la pagina web abbiamo organizzato una conferenza rivolta alle classi della nostra scuola: con flyer e dépliant realizzati ad hoc abbiamo propagandato l’evento, che si è tenuto alla fine dell’anno scolastico. Ironia e gioco hanno connotato tutte le fasi del lavoro: per fare un esempio il dépliant aveva come protagonisti i personaggi di ZEROCALCARE così come la presentazione al pubblico del nostro progetto in Power Point. Durante l’incontro abbiamo raccontato la nostra esperienza, sollecitato gli studenti ad una discussione condivisa e divulgato il link della pagina web. Quest’ultima, in linea con i modi classici della divulgazione scientifica, offre dati, informazione e con un tono leggero rivolge consigli utili per migliorare il proprio comportamento nel rispetto dell’ambiente.

Lavorare coniugando scienza e stile ha sollecitato attenzione e consensi ed è apparsa una strategia quanto mai vincente. Il digitale, che mirava a colpire particolarmente il cuore dei giovani, si è rivelato inoltre un modo per insegnare qualcosa anche ai più maturi.

Per quanto riguarda la mia esperienza personale, ho avuto la possibilità di prendere parte al progetto collaborando con i miei compagni per la realizzazione della pagina web. Allora non comprendevo l’importanza di una presentazione del genere: perché non limitarsi ad un Power Point da esporre o una relazione che riassumesse studi, obiettivi e risultati? Perché sarebbe stato un “fare informazione” forzato, noioso e fine a se stesso; relegato in una cartella di un pc, il lavoro sarebbe stato ben presto dimenticato. Se invece la nostra campagna ha contribuito a sensibilizzare sul tema dell’inquinamento atmosferico, a influenzare le abitudini del pubblico, a far ricordare il messaggio trasmesso e a non diventare un fenomeno passeggero, è perché i contenuti sono stati trasmessi prima di tutto in maniera piacevole, accattivante e veloce quanto il tempo di un click. Insegnare attraverso il puro, e a volte stancante, “riferire nozioni” è un metodo inefficace. Docere et delectare sono da sempre i due principi cardine di qualsiasi insegnamento, in ogni campo.

Ricordando così il suggerimento del poeta epicureo Lucrezio, quello di offrire la medicina amara, il messaggio pedagogico, al paziente, cioè il destinatario, con il bicchiere cosparso di miele, nel suo caso la poesia, abbiamo deciso di docere delectando anche noi in maniera ironica, coinvolgendo tutti gli studenti della scuola.

E se la pagina web per noi ha segnato la fine del lavoro, per il nostro pubblico ha rappresentato l’inizio di un percorso di conoscenza e informazione che si connota per efficacia e diletto.

*ARPA: Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale

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