Verba e Vibes

Chiacchierando con Marco Tullio e Verrex

di Crystal Porco

scrittura b1

Intervistatore: Buongiorno a tutti amici di LatinLover Podcast e bentornati in una nuova puntata. Oggi abbiamo l’opportunità di intrattenere una conversazione con  Marco Tullio Cicerone,  importante politico, scrittore e oratore, e Verrex,  talentuoso rapper emergente. È un onore avervi qui con noi oggi. 

Per rompere il ghiaccio, Cicerone, potresti raccontarci brevemente della tua formazione e delle esperienze che ti hanno reso uno degli oratori più influenti ? 

Cicerone: Grazie a te dell’invito. Certamente. Sono nato ad Arpino nel 106 a.C., nel cuore della Repubblica Romana. Fin da giovane, ho coltivato l'amore per la parola e la retorica, distinguendomi nel campo legale. Il 63 a.C. è stato un anno cruciale per mia carriera poiché sono diventato console, ma il destino ha voluto che le complicazioni a livello politico mi spingessero in esilio nel 58 a.C. Tuttavia, ho ripreso attivamente la vita politica e, nonostante le sfide di un'epoca tumultuosa, ho perseverato, cercando sempre il dialogo e la moderazione. 

Intervistatore: Quanto a te Verrex, da quartiere difficile a stella del rap, la tua vita è un viaggio attraverso le strade aspre della tua giovinezza. Raccontaci un po’ di te, come sei riuscito a raggiungere questi traguardi? 

Verrex: Buonasera a tutti e grazie per la domanda. Sono cresciuto tra le sfide che avrebbero potuto spezzarmi, ho trasformato il dolore in brani, le lacrime in versi incisivi. Le mie canzoni raccontano il viaggio dalla difficile infanzia. Attraverso esse, rivelo il mio percorso di crescita, la forza che ho trovato e la passione che mi ha spinto ad emergere dalla penombra, portando la mia voce nelle orecchie di chi cerca conforto nelle parole di chi ha conosciuto la lotta. 

Intervistatore: Verrex, l’amicizia riempie le note di molti cantanti, i quali trovano nel mondo musicale l’opportunità di raccontare ciò che hanno imparato dalle loro esperienze passate. Tu hai mai trovato ispirazione nell’amicizia mentre scrivevi le tue canzoni?  

Verrex: Certo. I miei brani spesso riflettono le esperienze con gli amici. L'amicizia è come le rime ben scelte. È sempre al tuo fianco a celebrare le vittorie e a superare le sfide. È quella luce che ho visto in pochi, quelli che sono stati al mio fianco quando il mio passato diventava assordante e quando le strade sembravano un labirinto senza via d’uscita. Come scelgo con cura le rime, allo stesso modo virtù come lealtà e sincerità sono le basi su cui costruisco il mio circolo ristretto.  

Intervistatore: Parlando di virtù, anche uno dei temi centrali delle tue opere, Cicerone, è l'amicizia. Potresti condividere il tuo pensiero su questo legame e come lo hai vissuto nella tua vita? 

Cicerone: Nel mio trattato Laelius de Amicitia, indago sulla natura dell'amicizia, considerandola la base di una vita felice. Niente è più gratificante che avere qualcuno a cui confessare ogni cosa senza paura, come faresti con te stesso. E quale sarebbe il valore della prosperità se non avessi qualcuno con cui condividere la gioia? L'amicizia, infatti, rende il successo più splendente e alleggerisce il peso delle avversità, affrontandole insieme. L'amicizia è un accordo profondo tra il divino e l'umano, arricchito da un affetto sincero. Inoltre, credo che l'amicizia possa esistere solo tra individui virtuosi, coloro che vivono con lealtà, integrità morale, senso di equità e generosità, evitando passioni sregolate e comportamenti temerari, ma abbracciando invece una coerenza profonda. Tutti sanno che la vita non è vita senza amicizia, se almeno in parte si vuole vivere da uomini liberi. 

Intervistatore: Cicerone, ho letto con estremo interesse il tuo trattato e vorrei soffermarmi su un passo in cui sostieni che la natura ci ha donato l'amicizia come un sostegno per la virtù. Potresti spiegare ai nostri ascoltatori cosa intendi con queste parole? 

Cicerone: Certo, ne sarei onorato. Secondo la mia prospettiva, l'amicizia deriva principalmente dalla natura, sostenuta da un’inclinazione dell'animo mescolata a un sentimento di amore, che dà il primo impulso, anziché da calcoli utilitaristici. Infatti, se la convenienza fosse il fondamento delle amicizie, il cambiamento degli interessi porterebbe allo scioglimento del legame.   

Come hai appena affermato, la natura ci ha donato l'amicizia come un sostegno per la virtù, non come complice dei vizi: questo è avvenuto affinché la virtù, incapace da sola di raggiungere il bene supremo, possa procedere congiuntamente a un'altra virtù.  

La virtù dà vita e mantiene le amicizie, poiché porta con sé armonia, stabilità e coerenza.  

Verrex: Cicerone, se a creare e a mantenere salda un’amicizia è la virtù, cos’è che al contrario potrebbe inasprire questo legame? 

Nel mio mondo, le amicizie possono incrinarsi quando ad insinuarsi è l'ombra dell'invidia. 

Per me è indispensabile che in una vera amicizia ognuno sia fiero dei successi dell’altro: non dovrebbero essere motivo di risentimento né soldi né fama.  Se questo viene meno, automaticamente il rapporto si frantuma, il sostegno si dissolve e la competizione ha la meglio. 

Cicerone: Anche a mio avviso l'amico vero emerge nelle circostanze incerte. Tuttavia, due sono le situazioni che evidenziano la leggerezza e l'incostanza di molti: se disprezzano gli amici nel momento del successo o li abbandonano nelle difficoltà. Chi, in entrambe le circostanze, dimostra di essere un amico serio, coerente e stabile, va considerato una rarità tra gli esseri umani. Al contrario, quando si chiede all'amico un favore immorale nascono incompatibilità: in una vera amicizia, infatti, non si dovrebbero fare richieste di questo genere e tantomeno soddisfarle. 

Intervistatore: Verrex, sono curioso, come colora le tue giornate il tuo più grande amico? In base a quali criteri credi che lui definisca quella che chiamiamo “amicizia vera”? 

Verrex: Il mio più grande amico era il mio pilastro. Condividevamo sogni, speranze, risate, silenzi e anche lacrime; la sua lealtà era un tatuaggio inciso nel mio cuore. Era il tipo di amico che accettava ogni sfaccettatura di me, senza riserve.  

Ma un giorno il destino me lo portò via. La sua assenza è un vuoto che nessuna canzone può riempire; ha lasciato in me una ferita profonda, che ancor’oggi brucia. 

La sua memoria vive nelle strofe che compongo, nelle immagini che dipingo con le parole.  

Cicerone: Verrex, la tua storia è impressionante e ne sono immensamente dispiaciuto. Malgrado questo, mi chiedo una cosa: se pensiamo che, dopo la morte, le anime dei migliori, come il tuo amico, si liberino facilmente dalla prigione del corpo, perché piangere la sua morte? D'altra parte, se crediamo che la morte sia uguale per corpo e anima, e che non ci sia alcuna forma di sensibilità che sopravviva, allora nella morte non c'è bene e sicuramente non c'è male.  

Verrex: Cicerone, spero di riuscire a rispondere in modo esaustivo e ragionevole alla tua domanda. 

Quando il mio più grande amico se ne è andato, ho scoperto che la sofferenza è una pietra miliare sulla strada della crescita. La morte di un nostro caro ci permette di affrontare il dolore, che, col passare del tempo, diventa nostro alleato. E anche se chissà cosa ci aspetta al di là, è qui sulla terra che la sofferenza rappresenta un processo necessario. Anche se la morte potrebbe non contenere il male, la vita ci fa stringere i denti di fronte alla perdita. I ricordi che ho condiviso con lui sono la forza che mi spinge a continuare come se lui fosse ancora fisicamente qui. 

Per questi motivi credo che piangere la morte di qualcuno si addica all’amico, non all’invidioso. 

Cicerone: Su una cosa concordo appieno. Se le memorie dei momenti con il tuo amico svanissero, la perdita sarebbe insopportabile. Il passato non è spento; anzi, si rinvigorisce attraverso il tuo pensiero e il tuo ricordo, mantenendo vivo il legame con l'uomo che ti amava così profondamente. 

Intervistatore: Se doveste, dunque, condividere un suggerimento circa il tema scelto per questo dibattito con una frase, cosa direste? 

Cicerone: Vos autem hortor ut ita virtutem locetis, sine qua amicitia esse non potest, ut ea excepta nihil amicitia prestabilius putetis. 

Verrex: L’amicizia è il ritmo che dà vita al tuo brano, scegli compagni di viaggio che suonino la tua stessa melodia! 

Intervistatore: Grazie mille per la vostra prospettiva e per i vostri preziosi pensieri sull'amicizia. Cicerone, sono sicuro che le tue riflessioni continueranno a ispirare generazioni a venire. Verrex, che tu possa essere d’esempio per i giovani d’oggi.  

Amici di LatinLover Podcast per oggi è tutto, ci si risente nella prossima puntata! 

esercizi foto b2