L'ellisse e lo spazio

di  Lavinia Costantini

Scienza, stile e geometria sono tre concetti che spesso si intrecciano e si influenzano reciprocamente. La scienza utilizza la geometria per studiare e descrivere le forme e le strutture presenti nella natura e nell'universo. La geometria, a sua volta, fornisce un linguaggio visuale per esprimere concetti e teorie scientifiche in modo chiaro e preciso. 

Dal punto di vista estetico, l'ellisse è considerata una forma di grande bellezza e armonia. La sua sinuosità e simmetria sono apprezzate nella progettazione di oggetti e spazi, dal design di gioielli e mobili al layout di parchi e giardini. L'ellisse rappresenta un equilibrio tra linee curve e linee rette, creando un'atmosfera di eleganza e raffinatezza. 

L'ellisse, nel contesto dell'architettura romana, ha svolto un ruolo di grande rilevanza, particolarmente evidente nella costruzione degli anfiteatri. Un esempio emblematico ne è il Colosseo, un'opera maestosa e iconica che domina il panorama di Roma.  

Costruito intorno al 70 d.C., il Colosseo è una testimonianza straordinaria dell'uso dell'ellisse nell'architettura romana. La sua pianta ellittica ha permesso una distribuzione uniforme dello spazio interno, consentendo a migliaia di spettatori di assistere agli eventi che si svolgevano nell'arena centrale.  

Tuttavia, con il passare dei secoli e l'avvento del medioevo e del rinascimento, l'utilizzo dell'ellisse nell'architettura subì un periodo di relativo declino. Sebbene alcune piazze a pianta ellittica sorgessero sopra i preesistenti anfiteatri romani, l'ellisse non era una caratteristica predominante in questo periodo. Le costruzioni medievali e rinascimentali tendevano ad adottare forme più regolari e geometriche, come il quadrato o il rettangolo, riflettendo i valori estetici e architettonici dell'epoca. 

Fu con il Rinascimento e soprattutto con il Barocco che l'ellisse ritornò prepotentemente sulla scena architettonica. Artisti e architetti rinascimentali, come Michelangelo, e barocchi, come Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, fecero ampio uso di questa forma, sia nell'architettura che nell'urbanistica. Le chiese barocche, con le loro piante ellittiche e le cupole che sembravano sospese nell'aria, rappresentavano un'esplosione di creatività e innovazione architettonica.  

Questa fase storica segnò un momento cruciale per l'evoluzione dell'ellisse nell'architettura, conferendole una nuova vitalità e significato simbolico.