Armonia geometrica nell'acqua

di  Ludovica Costantini

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Il nuoto sincronizzato, un'elegante fusione di nuoto, danza e acrobazie, affonda le sue radici in un passato ricco di tradizione e di grazia. Sin dalla sua comparsa nelle prime competizioni internazionali, questo sport ha incantato il pubblico con la sua bellezza e la sua precisione. Attraverso un viaggio nella storia e nell'analisi delle coreografie, seguiamo l'arte e la geometria armoniosa di questa disciplina fino alle eccezionali prestazioni del campione Giorgio Minisini. 

Il nuoto sincronizzato, ormai chiamato nuoto artistico, diventa sport agonistico competitivo all’inizio del XX secolo. Infatti tutto ha inizio quando nel 1907 una nuotatrice australiana, Annette Kellerman, si esibisce in una vasca di vetro al New York Hippodrome, dando vita ad un vero e proprio balletto nell’acqua. Annette è passata alla storia come la prima ballerina subacquea o, detto in gergo, sincronette. Otto anni dopo, Katherine Curtis, una studentessa americana, fonda per la prima volta una squadra nell’università di Chicago con il nome di “Le sirene moderne”. La disciplina viene definita così come forma di intrattenimento acquatico, con spettacoli di nuoto e danza eseguiti principalmente da donne. È solo in questi anni che questo sport si istituzionalizza con la formazione di altre nuove squadre e l'introduzione di regole specifiche. 

Negli anni successivi, il nuoto sincronizzato continua ad evolversi, incorporando sempre più elementi di acrobazie e coreografie sofisticate. Le competizioni internazionali, come i Campionati Mondiali e le Olimpiadi, contribuiscono a diffondere la popolarità di questo sport in tutto il mondo, catalizzando su di sé l'attenzione e l'entusiasmo da parte del pubblico.

L’arte del nuoto sincronizzato risiede nella sua capacità di creare armonia e grazia attraverso il movimento nell'acqua. Le coreografie, studiate con cura e precisione, si basano su pattern geometrici che si riflettono nell'acqua con eleganza. Le nuotatrici si muovono sincronizzate, creando forme fluide e simmetriche che incantano gli spettatori. 

Le figure geometriche del nuoto sincronizzato vanno oltre la superficie dell'acqua, si scompongono e ricompongono anche in profondità  ed è lì che risiede la vera difficoltà. Gli elementi di acrobazia e immersione aggiungono infatti complessità alle coreografie, creando uno spettacolo mozzafiato che sfida le leggi della fisica e della gravità. Caratteristica di ogni balletto sono le “spinte”: le ragazze vengono lanciate in aria o sostenute fuori dall’acqua dalle compagne di squadra dando vita a rappresentazioni formidabili, in un gioco di incastri e di movimento. 

 Elemento cardine del nuoto sincronizzato é la musica. Ogni coreografia si basa su una colonna sonora che fa da guida alle sincronette che contano e articolano i movimenti a ritmo di questa. A seconda dell’esercizio che si porta in gara (un singolo, un doppio, un trio, una squadra di massimo 8 persone o un combinato di massimo 10 persone), la scelta della musica é la cosa piú importante, perchè è quella che dà timbro, tema e ritmo alla performance.  

Tra i talenti più brillanti del nuoto sincronizzato spicca il nome di Giorgio Minisini, un vero e proprio ambasciatore dell'arte nell'acqua. Nato e cresciuto in Italia, Minisini ha fatto il suo ingresso nella scena internazionale con una serie di performance straordinarie, guadagnandosi il rispetto e l'ammirazione di appassionati ed esperti di questo sport. 

La carriera di Giorgio Minisini è stata caratterizzata da numerosi successi, tra cui medaglie d'oro e riconoscimenti prestigiosi ai Campionati Mondiali. Con lui, per esempio, arriva il primo d’oro per l’Italia ai mondiali di Doha nel Febbraio scorso. La sua abilità nel combinare forza, grazia e tecnica ha reso Minisini una figura iconica nel mondo del nuoto sincronizzato, ispirando una nuova generazione di atleti a perseguire l'eccellenza. 

Il nuoto sincronizzato rimane un'arte unica e affascinante che continua a stupire e incantare il pubblico di tutto il mondo. Attraverso la sua storia ricca di tradizione e la sua geometria armoniosa, questo sport continua a celebrare la bellezza del movimento nell'acqua. E con atleti come Giorgio Minisini promette ancora più spettacolo ed emozione per gli anni a venire. 

Questo sport è formativo da un punto di vista fisico, psicologico e sociale, insegnando  quanto sia importante avere delle persone su cui poter contare e alle quali affidarsi: la piscina diventa una seconda casa e la figura dell’allenatrice acquisisce un ruolo fondamentale in un percorso di crescita non solo sportivo. La bellezza di questo sport va oltre quello che tutti vedono, ovvero il movimento delle gambe in acqua, perché lo sforzo fisico è sempre supportato da quello mentale.