Certamen di Poesia latina

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Antiqui in nobis è il titolo del testo teatrale in Latino con cui un gruppo di studenti della classe VD del Liceo Classico "Goffredo Mameli- I.I.S. Tommaso Salvini”, a.s. 2019-20, guidati dalla prof.ssa Roberta Caradonna, si è aggiudicato il primo premio del Certamen Nazionale di Poesia latina Vittorio Tantucci.

Come è nato il testo: l ’idea è nata per gioco nel corso della Notte Nazionale dei Licei classici del gennaio 2020, mentre gli studenti si cimentavano in una rappresentazione ispirata al saggio di I. Dionigi “Quando la vita ti viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi”. In seguito, l’occasione della partecipazione al Certamen, al quale gli studenti hanno aderito con entusiasmo, ha fatto sì che quello che era solo un canovaccio diventasse un testo teatrale in Latino, su cui i ragazzi hanno continuato a lavorare con passione fino ai primi giorni del lockdown. Gli studenti della VD Mameli che hanno partecipato al lavoro sono stati:

Crizia Catavolo, Tiziana Fabbrini Carettoni, Dario Coppola, Nicolò Giustini, Camilla Fascetti, Martina Mezzi, Francesca Romana Miti, Elisabeth Pizzicaria, Valerio Scialpi, Elisa Villa.

Il contenuto in breve: i due grandi filosofi, Lucrezio e Seneca, dialogano nella loro lingua, in Latino appunto, cercando di rispondere alle domande incalzanti (inizialmente poste in italiano) di una studentessa su temi fondamentali quali il tempo, la felicità, la politica e l’antipolitica, Dio, la morte. La ragazza, ascoltandoli, gradualmente comprenderà il loro pensiero e dissiperà in parte i propri dubbi. Dopo un breve intervento di Trimalchione, inizierà anche lei ad esprimersi in Latino, scoprendo che in fondo gli antichi parlano di noi; sono in noi.

LIBRI...il tempo di un click

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Uno spazio dedicato ai nostri ragazzi e alle loro presentazioni. Un appuntamento settimanale rivolto a tutti per promuovere “libri a immagini” e “libri a fumetti” ovvero albi illustrati e graphic novel. Una scheda di lettura e un book trailer per avvicinarvi, se non siete già degli appassionati, alla letteratura illustrata.

Concludiamo questo ciclo di incontri con un potente albo, Ci chiamavano le mosche, di Davide Calì e Maurizio Quarello (Orecchio Acerbo Editore) che celebra il libro nel suo valore più alto: in un mondo che deve ricostruirsi da zero, che è ritornato ai primordi della civiltà, in cui l’istinto conduce l’uomo a guardare esclusivamente ai beni di prima necessità e a favorire dinamiche di interazione  esclusivamente funzionali al conseguimento di essi, il libro appare come un oggetto non classificabile, una risorsa sconosciuta, perché non è semplice né immediato comprenderne il valore, qualificarne le funzioni quando si è persa la pratica della scrittura. Ma che si tratti di qualcosa di inestimabile, beh quello lo si percepisce subito, anche se non è chiaro il perché. A farci entrare nel mondo di Lizzy, Poubelle, Jungle e degli altri bambini che animano questa storia, sono due sorelle, Costanza e Lucrezia, accomunate da una sana passione per la lettura, dotate di una sensibilità autentica, non comune, fatta dell’incanto della prima volta.  Hanno presentato già l’albo in un incontro organizzato nella nostra scuola quest’anno, in cui era ospite Paolo Cesari, redattore, ufficio stampa nonché traduttore della casa editrice Orecchio Acerbo. Oggi lo propongono a noi per ricordarci che è davvero importante non smettere mai di leggere.

E con questo messaggio ci congediamo. Al prossimo anno, per la prossima rubrica insieme. 

SCHEDA DI LETTURA         BOOK_TRAILER

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